DISASTRO VILLA FRANCESCHINI
Con sentenza del Tribunale di Rieti del 21.03.2026 è stato annullato il precedente Decreto Ingiuntivo promosso dal Comune di Contigliano con il quale la Coop Sociale Idea 2009 era stata chiamata a versargli 91.697,70 euro in ragione della morosità accumulata, come sostenuto dal Comune.
Probabilmente con il passare degli anni e con i noti e diffusi cedimenti della memoria, a Contigliano molti cittadini non sanno o non ricordano come quella Villa e il parco annesso sono diventati un bene pubblico e come poi sono arrivati al degrado dei giorni nostri.
Ma vale la pena fornire qualche antefatto.
Fino al 1996 la Villa apparteneva agli ultimi eredi della famiglia Franceschini che la edificò nei primi decenni del secolo scorso. In quello stesso periodo la proprietaria aveva avviato un progetto di lottizzazione (l’attuale Piano Regolatore non era stato ancora adottato) che prevedeva la realizzazione di svariate palazzine all’interno dell’attuale spazio verde, mentre la Villa con il relativo giardino alberato, restava nella disponibilità della erede Franceschini.
Difronte a tale scenario scattò la collaborazione tra la Regione Lazio e il Comune di Contigliano: dalla Regione con fondi del Giubileo 2000 arrivò un finanziamento di 1,5 miliardi di lire mentre i rimanenti 500 milioni furono messi a disposizione dal Comune di Contigliano (mutuo) e dalla Riserva dei Laghi. Insieme ai soldi il Comune bloccò la lottizzazione interna alla Villa che ne avrebbe deturpato per sempre la bellezza.
Furono dunque gli amministratori Contiglianesi (in Regione, in Comune, alla Riserva dei laghi) a voler consegnare a Contigliano un immobile prestigioso da destinare ad Ostello (questo prevedeva il Giubileo del 2000) insieme ad un parco ampio e arricchito da alberi, fontane e laghetti.
Ristrutturata la villa e adeguata ad ostello, il Comune mediante avviso pubblico, affidò ad una Coop Sociale la gestione di tutto il parco. Fu un affidamento fortunato, perché la gestione fu efficiente e corretta.
Nel 2012 ci fu un nuovo affidamento alla Coop Contiglianese “Idea 2009”: anche questo affidamento fu fortunato perché sia il parco, sia l’ostello furono gestiti con efficienza e correttezza.
Improvvisamente, nel 2021, il Comune di Contigliano ha deciso di interrompere la gestione, accusando la Coop Idea 2009 di mancati pagamenti del canone di affitto. La Cooperativa ha proclamato le proprie ragioni, contestando gli argomenti del Comune, il quale, non retrocedendo dal proprio intendimento, ha messo in piedi un contenzioso legale.
Nel frattempo, il Comune decideva di trasformarsi in albergatore e, tramite una nuova Coop, iniziava a gestire direttamente l’ostello: con centinaia di determine di affidamenti diretti alla nuova Coop, il Comune è divenuto di fatto un operatore turistico che non badava a spese, tanto che la differenza tra entrate e uscite ha generato centinaia di migliaia di euro di perdite tra il 2021 e il 2025.
Ed eccoci alla sentenza. Dunque, dopo aver distrutto una piccola impresa locale (Coop Idea 2009), dopo aver gettato migliaia di euro nella gestione diretta dell’Ostello, dopo aver ridotto il parco in condizioni pietose, dopo sgangherate improvvisazioni natalizie, dopo aver chiuso l’ostello nell’anno giubilare 2025 e nell’anno dell'ottocentenario della morte di San Francesco, dopo tante battaglie verbali e legali, il Tribunale di Rieti individua in 5600 euro il credito favore del Comune da parte della Coop Idea 2009.
Ma ne valeva la pena per 5600 €? Non era più semplice giungere ad una transazione magari con un modesta rateizzazione e mantenere aperto in questi anni l’ostello e pulito il parco? E magari risparmiando anche centinaia di migliaia di euro per gli affidamenti diretti? E magari mantenendo in piedi una piccola impresa locale?
Questo si, può essere un danno erariale capace di accelerare l’abisso economico in cui sta sprofondando il Comune. La nuova Amministrazione Comunale (che poi è quasi la stessa di prima) è in carica da 11 mesi senza che il tema di un nuovo affidamento sia stato preso in considerazione. In questo caso non si tratta di spendere soldi che non ci sono, bensì di farne entrare, magari pochi ma con la prospettiva di risanare il parco, ripristinare l’ostello per un turismo sociale.
Eppure non sarebbe difficile.
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